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mercoledì, 08 luglio 2009

Oggi

Mi sono svegliata tardi. Ho rincorso il profumo di caffé fin dentro un bar. Ho masticato frutti di bosco ammarmellati in un croissant caldo. Ho coniato il verbo ammarmellare. Mi sono guardata la lingua viola attraverso la superficie specchiata di un portatovaglioli. Con gli occhiali da sole scivolati sul naso ho scorto i titoli in prima pagina di un quotidiano qualunque. Mi sono sentita osservata da sguardi in camicia bianca e giacca blu. Ho aggiustato gli occhiali, ho tossito, ho pagato il conto, e sono uscita camminando sulle punte. Mi è venuto da piangere pensandoti altrove, ma ho continuato a camminare.
postato da: garbo alle ore 14:22 | link | commenti (2)
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venerdì, 03 luglio 2009

In certe situazioni l'unica via di uscita è la porta.
postato da: garbo alle ore 19:48 | link | commenti
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domenica, 28 giugno 2009

Appunti presi per strada la notte. Con una matita per gli occhi ricopio attenta su uno scontrino quello che leggo. Ero ubriaca. Ma non abbastanza. Da diventare cieca.

Toma este punal
abreme las venas
quiero de sangrarme
hasta gue me muera
no quiero la vida
si es verte ajeno puen sin tu carino
no vale la pena.
postato da: garbo alle ore 14:11 | link | commenti
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giovedì, 25 giugno 2009

Malmostosa

Sì, è così. Ho messo su una faccetta da apina puntigliosa, come dice L. E me la porto in giro con una canottiera bianca e un jeans nero arrotolato alla caviglia. Casual mente avvelenata. Nessuna voglia di rientrare a casa stanotte.
postato da: garbo alle ore 11:47 | link | commenti
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martedì, 23 giugno 2009

Gauloises Blu

Gauloises Blu
postato da: garbo alle ore 19:09 | link | commenti
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venerdì, 19 giugno 2009

La notte si accartoccia dietro un paio di occhiali da sole scuri. Un tram vuoto. Un fornaio che non ha pane per i miei denti.

< Ho le scarpe strette. >
postato da: garbo alle ore 01:36 | link | commenti (2)
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mercoledì, 17 giugno 2009

Una ragnatela piena zeppa di mosche grasse

G. pensa che siamo davvero in tanti. Troppi. Mai stati così numerosi. Lui è inquieto. Io sento l'ingombro. Ma l'unica cosa a cui riesco a pensare è il gioco della sedia. Quello che si faceva da bambini. Troppe persone che  girano sempre più veloci intorno a poche sedie.
In quel gioco se non puntavi una sedia rischiavi certo di cadere a terra. Io credo di non aver mai perso di vista quella sedia. Anche quando la guardavo dal basso con il sedere a terra. Ma questo non è mai stato il nocciolo di nessuna questione.


<non mi ero mai accorta che ci fosse un cartello apposito sul tram che vietasse ai passeggeri di sputare... o che i pesci rossi viaggiassero gratis, mentre gli uccellini fossero più problematici: i pappagalli devono pagare il biglietto, i canarini no.> 
postato da: garbo alle ore 21:57 | link | commenti
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domenica, 14 giugno 2009

Duchessa del nulla

"Indossa la tua infelicità come un mantello color inchiostro, che sia per te un porto sicuro nelle bufere della gioia quotidiana."
postato da: garbo alle ore 17:52 | link | commenti (1)
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venerdì, 12 giugno 2009

Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene. Non c'è più tempo per non stare bene.
postato da: garbo alle ore 15:03 | link | commenti (2)
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martedì, 09 giugno 2009

Il mercante di Venezia

"Il mondo lo considero quello che è, un palcoscenico, su cui ciascuno deve recitare una parte: e la mia è triste."
postato da: garbo alle ore 20:04 | link | commenti
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